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Il calendario del B.A.vvento
Branca L/C

In preparazione al Santo Natale il Branco ha realizzato un calendario molto particolare: il calendario del B.A.vvento.  Come cos'è? Non lo sapete? Allora  ve lo spiega Paolo, il nostro lupetto che ha preparato una presentazione su come si realizza questo fantastico calendario.



PREPARAZIONE DEL CALENDARIO DEL B.A.VVENTO

  Attività realizzata dal Branco Palù  

Novembre 2004

Presentazione preparata dal Lupetto Paolo P.    

Bisogna procurarsi un cartoncino lungo un metro e largo trenta centimetri. Poi con una riga tracciamo dei bordi di tre  centimetri lungo i lati del foglio. Sia in verticale che in orizzontale. Divido a metà il foglio a cinquanta centimetri disegnando una riga. Successivamente si deve fare una riga a destra e una a sinistra dalla riga centrale centro di un centimetro e mezzo. In modo tale di avere una striscia larga tre centimetri.
  Prendiamo una metà del foglio (diviso dalle righe centrali) e disegnamo ventiquattro quadratini di quattro centimetri l’uno.
Dalla parte opposta in corrispondenza dei quadratini bisogna fare dei puntini questi devono corrispondere con il centro di quest’ultimi.    
Incolliamo la carta per sfondo in tema natalizio con le misure di metà cartoncino (cinquanta per trenta centimetri) nella parte dietro le caselline è importante non sbagliare.
Ogni quadratino va bucato con un chiodino distaccando i fori di circa un millimetro. Per non rovinare il ripiano su cui stiamo lavorando  metto dietro al quadratino un pezzo di polistirolo abbastanza spesso.
Pieghiamo i bordi verso l’interno che sono delimitati dalle righe tranne quella centrale in modo da realizzare una scatola. Gli angoli li fissiamo con la cucitrice. Quadratini e puntini devono stare all’interno della piegatura.
Su ogni casella vengono segnati i giorni dell’avvento.
In ogni puntino attacco un cioccolatino con la colla noi abbiamo usato quella a caldo.
Per vivere bene l’avvento possiamo attaccare su ogni cioccolatino una buona azione, una preghiera oppure anche l’immagine di persone che ci sono care e pensare a loro.
 Chiudiamo il tutto con del nastro adesivo trasparente e mettiamo un gancetto adesivo per poterlo appendere.
 Se si vogliono realizzare in grande serie i calendari conviene realizzare una forma per disegnare i quadratini e i rispettivi puntini.
 

IL CALENDARIO DEL B.A.VVENTO: RACCONTO ED ISTRUZIONI PER L'USO

  Viveva nella giungla un vecchio gufo dai grandi occhi gialli rotondi e due piccoli ciuffetti sulla testa che sembravano orecchie. I bimbi sciocchi avevano paura di lui perché non usciva che di notte e mandava un grido strano che ad essi sembrava spettrale; ma i ragazzi della giungla sapevano che era molto saggio e gentile con tutti. Nel villaggio vicino abitava un sarto che aveva due bambini, Tommaso e Giovanni. I ragazzi vivevano con lui e con la vecchia nonna, poiché la loro madre era morta. Per quanto li amasse entrambi, la nonna era sempre costretta a rimproverare i ragazzi per la loro pigrizia, distrazione e sporcizia. Erano abituati a correre dappertutto urlando e giocando, rovesciando i mobili, rompendo i piatti, sciupando gli abiti, e insomma rendendosi insopportabili a tutti. Pur di divertirsi non si preoccupavano mai del fastidio che davano agli altri. Un giorno la nonna raccontò loro di come turco andasse diversamente nella casa, quando, anni prima, vi venivano i folletti. "Cosa sono i folletti?" domandarono i ragazzi. «II folletto» - rispose la nonna - è un piccolo omino che veniva per casa prima che chiunque si alzasse, spazzava il camino, accendeva il fuoco, tirava l'acqua dal pozzo e preparava la colazione; metteva in ordine le stanze e toglieva le erbacce dal giardino; faceva ogni specie di lavoro utile, ma nessuno riusciva mai a vederlo. Sempre spariva prima che qualcuno si alzasse. Ma era una gran benedizione per tutti. Tutti erano felici e la casa era luminosa e ordinata». Allora Tommaso e Giovanni cercarono di informarsi dove potessero trovare un folletto che venisse ad aiutare in casa loro, e così liberarli dal fare tutte quelle piccole cose che continuamente il babbo e la nonna chiedevano loro di fare. Pregarono la nonna di dire loro come avrebbero potuto trovare un folletto, ed essa rispose che il miglior mezzo era forse  quello di rivolgersi ad un vecchio saggio gufo, perché probabilmente questi doveva essere al corrente di quanto riguardava le fate e avrebbe saputo dire loro dove trovare un folletto. E così Tommaso, il più grande, uscì dopo che si fu fatto buio e quando udì il grido del gufo, lo imitò e poté avvicinarsi e parlargli. Tommaso gli raccontò i suoi guai e di come egli fosse infastidito di essere chiamato a far qualche cosa quando invece desiderava giocare, e che se avesse potuto procurarsi un folletto che venisse a vivere a casa sua non avrebbe avuto più lavori domestici da fare e si sarebbe potuto divertire tutto il tempo. "Ohu! Hu, hu, hu! Hu, hu, hu, huuu!", rispose il Gufo "vedi quel piccolo stagno laggiù! Vai sulla sponda settentrionale in una notte di luna, poi gira tre volte su te stesso e dì: “Sorgi folletto gentil dal laghetto ove rispecchiasi il…” Per trovare la fine del verso guarda nell’acqua, vi vedrai il folletto e il so volto ti darà la rima finale.” Così, quando la luna si fu alzata, Tommaso andò allo stagno, girò tre volte su se stesso e gridò: “Sorgi folletto gentil dal laghetto ove rispecchiasi il…”. Ma quando guardò nello stagno non vide che la sua immagine riflessa. Allora tornò dal gufo e raccontò che non aveva visto altro che la sua immagine riflessa nell’acqua, mentre egli aveva sperato di vedere un folletto che venisse a casa e facesse tutto il lavoro. Il vecchio gufo gli disse: “Non hai visto dunque nessuno il cui nome avesse potuto completare il verso?” “Nessuno!” rispose Tommaso. E il gufo gli chiese: “che cosa hai visto nell’acqua?” “Ma nint’altro che il mio visetto” fu la risposta. Ed il gufo: “ma non credi che le parole “il mio visetto” potrebbero completare la rima?” E Tommaso ripetè i due versi: “sorgi, folletto, gentil dal laghetto, ove rispecchiasi il mio visetto.” “Ma io non sono un folletto!” esclamò. Il gufo rispose” No, ma puoi divenirlo. Puoi divenire un folletto solo se ci provi. Sei un ragazzino forte, puoi benissimo spazzare il pavimento; sei bravo abbastanza per preparare un fuoco ed accenderlo; sai certamente riempire un bricco e metterlo a bollire; puoi mettere in ordine una stanza, preparare le colazione, rifare il letto, piegare i tuoi abiti; tu potresti fare tutte queste cose prima che gli altri si alzino, in modo che quando il babbo e la nonna si alzeranno crederanno che siano state le fate a fare tutto.”

I folletti sono piccoli personaggi che vivono in una casa e fanno del bene. Essi fanno il loro lavoro silenziosamente, senza cercare di essere lodati o ricompensati per questo. Lo fanno semplicemente perché è il loro dovere. Qualche volta, se si sentono stanchi o desiderano andarsene a giocare, ciò può riuscir loro pesante, ma devono ricordarsi che è un loro dovere, e il dovere viene prima di ogni altra cosa. E così nella storia, Tommaso e Giovanni, dopo essere stati consigliati dal gufo, si alzarono presto dal letto la mattina. Pulirono la casa e accesero il fuoco, prepararono la colazione, e silenziosamente scivolarono di nuovo nel letto. Quando il padre e la nonna videro il loro lavoro già fatto, furono oltremodo stupiti e cedettero per davvero che fossero venute le fate… Ogni lupetto , quando vede la possibilità di rendersi utile a qualcuno, lo deve fare, semplicemente perché è il suo dovere.

Regole generali per l’utilizzo del calendario del B.A.vvento:

  • ogni giorno troverai dietro una casella un dolcetto con un foglio. Su questo foglio è scritto un suggerimento per essere folletto di qualcuno.
  • Se riuscirai a portare a termine la tua follettata entro sera allora a cena ti sarai meritato il dolcetto, che ti ridarà le energie per una nuova follettata.
  • Se invece non riuscirai a fare la tua follettata allora offri il dolcetto a qualcuno (tua sorella o tuo fratello, un amico, un compagno di scuola, …) e quella sarà la tua follettata per quel giorno.
È importante essere onesti, prima di tutto con se stessi, per poter così arrivare da lupetti a festeggiare il Natale.


Messo in linea il giorno Giovedì 06 gennaio 2005 da amministratore
 
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da Everett27 il giorno Venerdì 16 novembre 2007 @ 01:05:14 CET
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da cxtotiy il giorno Domenica 28 giugno 2009 @ 16:15:42 CEST
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